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T-Mobile G1: recensione
T-Mobile G1: recensione
Pubblicato il : 04 novembre, 2008 da PhoneArena Team
- Modello:
- G1
Introduzione:
Ricordi quando l’IPhone stava per rivoluzionare tutto? Avevamo di fronte un oggetto nuovo, brillante e allo stesso tempo intimo. Senza ombra di dubbio si tratta di un dispositivo ormai superato, dal momento che ogni volta che si effettua un aggiornamento, il software deve essere iniziato nuovamente e ancora oggi il problema 3G rimane irrisolto. Apple creò uno straordinario pezzo hardware, dotato di un sorprendente sistema operativo, dimenticando però di agevolarne l’uso al consumatore.
E’ ora il momento di Google. Nonostante le sedi generali delle due compagnie siano separate da soli 14 kilometri, la politica aziendale dei due giganti della tecnologia si trova ad una distanza di anni luce. Mentre Apple sembra controllare ogni aspetto dal suo business con lo scopo di massimizzare i propri profitti, Google accoglie con le braccia aperte un programma destinato agli utenti che non richiedono nulla al consumatore. Questi ultimi hanno aperto le proprie porte all’ innovazione senza dare importanza alla provenienza e successivamente si sono concentrati su come renderlo redditizio. Non esiste esempio niente meglio dell’Android, il gigantesco sistema operativo mobile di ricerca è un vera e propria novità per l’industria del wireless. La parte migliore è che è totalmente gratuito. Non ha bisogno di tasse e licenze, né di costi operativi. Nulla. Tutti possono scaricare il codice sorgente completo dal loro sito web e, con un pò di creatività e modernità, trasportarlo al dispositivo desiderato.
Certamente nessuna operazione può andare in porto senza l’appoggio dell’industria. Consapevole di tutto ciò, Google ha creato Open Handset Alliance (OHA), ingaggiando in modo estremamente veloce alcuni tra i più grandi operatori della telefonia mobile e del wireless. Si sono inscritti infatti gli operatori giapponesi KDDI e NTT DoCoMo, assieme con China Mobile, Telecom Italia, Sprint e operatori mondiali come Telefónica e T-Mobile. Le innovative compagnie di software come eBay, Smertec, Packet Video e Nuance arrotondano l’elenco con i membri.
Ma che cosa significa tutto ciò? Si tratta di una mentalità progressiva, di una visione volta al futuro in cui il consumatore è al primo posto, con il sostegno dalle compagnie che possono trasformare la realtà. T-Mobile USA e HTC hanno realizzato il primo sogno grazie a G1. Android non è solo un dispositivo, si tratta piuttosto di una sorta di ambiente computerizzato mobile e cosa ancora più importante una vera e propria filosofia.
Comunque, come ogni dispositivo fondatore, le prime impressioni sono state per noi di cruciale importanza e le aspettative sono sicuramente notevoli.
Nella scatola troverai:
Design:
G1 è un dispositivo bizzarro. A primo impatto dispone di un enorme display volumetrico da 3.2 pollici con alcuni tasti hardware di sotto e trackball per la navigazione. In effetti, lo schermo si apre con movimentazione arcuata (ulteriore informazione più tardi) in cui è collocata una grande tastiera QWERTY con 5 righe. In generale il design è assolutamente minimalistico, al punto che trovare lo slot microSD ci ha richiesto molto tempo (in caso che ve lo chiediate, si trova abbasso a sinistra). Le dimensioni non sono affatto esigue, può essere contenuto facilmente nel palmo della mano.
É possibile confrontare il T-Mobile G1 con moltissimi cellulari attraverso lo strumento per visualizzare le dimensioni.
Attualmente il cellulare si vende in due colori, nero e bronzato (bruno), e sarà disponibile in bianco successivamente nel corso dell’anno. Lo schermo domina nella parte anteriore, e la zona di piccole dimensioni nella parte inferiore contiene i tasti di navigazione e la sfera di controllo. La porzione è leggermente curva e regala al G1 una zona sporgente. Il design è notevole nonostante le piccole dimensioni, che facilitano la scrittura. Lo schermo HVGA (320x480) è invece magnifico. È grande, facile di leggere e i video clip sono davvero grandiosi (e’ possibile riprodurli di nuovo). Si serve della tecnologia come avviene per l’iPhone G1: di conseguenza per usarlo è necessario usare un dito scoperto. Lo schermo è abbastanza sensibile, anche se privo di un Touch e di uno schermo vetrato che non è molto sensibile, come Apple. L’utilizzo non costituisce un problema; richiede circa un secondo per abituarcisi, dopodiché funziona senza problemi. Il tocco veloce non sempre apre i programmi, devi attendere per almeno un secondo: funzione che è stata collocata a proposito ai fini di diminuire eventuali pressioni indesiderate sullo schermo.
In accordo con lo style di Google, i tasti per la navigazione sono molto semplificati. Il dispositivo di puntamento è situato in mezzo (lo stesso avviene nei dispositivi BlackBerry) con tasto triangolato di sopra. In ambedue le parti sono posizionati due tasti rotondi, End (Fine) e Home sulla sinistra, indietro e la rossa End (Fine) a destra. La valutazione sul loro funzionamento è ottima e non è stato registrato nessun problema che possa sorgere a seguito della pressione di questi ultimi.
Nella parte sinistra del telefono sono situati i tasti per il controllo del suono in prossimità della parte superiore, e lo slot micro menzionato precedentemente è nascosto nella parte inferiore. Risulta abbastanza complicato aprirlo al punto che se si hanno le unghie un po’ corte si avranno delle difficoltà durante l’estrazione della scheda. La parte destra dispone invece, di una macchina fotografica situata proprio prima della parte in rilievo in basso. Lo slot mini USB/informazioni/spina cuffie è coperta nella parte interiore del cellulare. La parte anteriore si caratterizza in aggiunta per il minimalismo. La fotocamera da 3.2 megapixel è posizionata accanto al piccolo altoparlante. Le parole “With Google” sono visualizzate a metà e inoltre i loghi di T-Mobile e HTC costituiscono le sole marcature all'interno del telefono.
Lo schermo si muove verso destra, per scoprire la grande tastiera QWERTY. In particolare, essa non solo scivola sorprendentemente ma si muove piuttosto seguendo il movimento di un arco. Non siamo sicuri se questa caratteristica sia di per sé vantaggiosa, non lo abbiamo ancora riscontrato ma ad ogni modo è grandiosa. Si tratta di un movimento forte, ma non esagerato. In generale, le animazioni sono scorrevoli, lo schermo impiega un secondo per cambiare l’orientazione durante l’apertura e chiusura. Il ritardo è inferiore ad un secondo, l’intervallo è addirittura migliore rispetto ad altri ed anche sistemi operativi già in uso, per esempio Windows Mobile.
A dire il vero, nonostante vi siano alcuni elementi di design davvero notevoli, come la parte rilevata abbasso e tastiera sfalsata, il design del G1 non ci ha impressionato in modo particolare. Forse si tratta di una strategia di marketing intenzionale: ad ogni modo, l’importante nell’Android è il sistema operativo, e non l’hardware, anche se sembra banale sottolineare questo punto in un simile dispositivo talmente atteso. Tenendo presente questo, il design è comunque buono e sembra piuttosto che per il HTC la comodità abbia vinto sull’aspetto. Per quanto il Diamond e l'iPhone abbiano spinto i touchscreen all'avanguardia, rinunciare alla tastiera rappresenta ancora oggi un sacrificio che nessuno è disposto ad accettare. L’unico punto verso cui sono dirette le nostre critiche sull'HTC è proprio la mancanza d’uno spinotto; ad ogni modo non si tratta affatto di una sorpresa, dal momento che soltanto l’Touch HD ne dispone. Un altro elemento di fondamentale importanza è il cigolio che caratterizza il cellulare. Non è causato da un difetto o da qualcosa di simile: nel momento in cui ci apprestiamo a premere su quest'ultimo. La forte quantità di plastica presente provoca uno strano cigolio. Riguardo al G1 non abbiamo nessuna osservazione diretta da fare. Si è diffusa la voce che l'ITOUCH ID verrà caricato con Android e rinominato G2, un’idea che a parere nostro è piuttosto buona.
Ricordi quando l’IPhone stava per rivoluzionare tutto? Avevamo di fronte un oggetto nuovo, brillante e allo stesso tempo intimo. Senza ombra di dubbio si tratta di un dispositivo ormai superato, dal momento che ogni volta che si effettua un aggiornamento, il software deve essere iniziato nuovamente e ancora oggi il problema 3G rimane irrisolto. Apple creò uno straordinario pezzo hardware, dotato di un sorprendente sistema operativo, dimenticando però di agevolarne l’uso al consumatore.
E’ ora il momento di Google. Nonostante le sedi generali delle due compagnie siano separate da soli 14 kilometri, la politica aziendale dei due giganti della tecnologia si trova ad una distanza di anni luce. Mentre Apple sembra controllare ogni aspetto dal suo business con lo scopo di massimizzare i propri profitti, Google accoglie con le braccia aperte un programma destinato agli utenti che non richiedono nulla al consumatore. Questi ultimi hanno aperto le proprie porte all’ innovazione senza dare importanza alla provenienza e successivamente si sono concentrati su come renderlo redditizio. Non esiste esempio niente meglio dell’Android, il gigantesco sistema operativo mobile di ricerca è un vera e propria novità per l’industria del wireless. La parte migliore è che è totalmente gratuito. Non ha bisogno di tasse e licenze, né di costi operativi. Nulla. Tutti possono scaricare il codice sorgente completo dal loro sito web e, con un pò di creatività e modernità, trasportarlo al dispositivo desiderato.
Certamente nessuna operazione può andare in porto senza l’appoggio dell’industria. Consapevole di tutto ciò, Google ha creato Open Handset Alliance (OHA), ingaggiando in modo estremamente veloce alcuni tra i più grandi operatori della telefonia mobile e del wireless. Si sono inscritti infatti gli operatori giapponesi KDDI e NTT DoCoMo, assieme con China Mobile, Telecom Italia, Sprint e operatori mondiali come Telefónica e T-Mobile. Le innovative compagnie di software come eBay, Smertec, Packet Video e Nuance arrotondano l’elenco con i membri.
Ma che cosa significa tutto ciò? Si tratta di una mentalità progressiva, di una visione volta al futuro in cui il consumatore è al primo posto, con il sostegno dalle compagnie che possono trasformare la realtà. T-Mobile USA e HTC hanno realizzato il primo sogno grazie a G1. Android non è solo un dispositivo, si tratta piuttosto di una sorta di ambiente computerizzato mobile e cosa ancora più importante una vera e propria filosofia.
Comunque, come ogni dispositivo fondatore, le prime impressioni sono state per noi di cruciale importanza e le aspettative sono sicuramente notevoli.
Nella scatola troverai:
- Batteria Li-IOn
- Carica batteria
- Cavo per collegamento al computer
- Scheda microSD da 1GB
- Cuffie
- Custodia di pelle
Design:
G1 è un dispositivo bizzarro. A primo impatto dispone di un enorme display volumetrico da 3.2 pollici con alcuni tasti hardware di sotto e trackball per la navigazione. In effetti, lo schermo si apre con movimentazione arcuata (ulteriore informazione più tardi) in cui è collocata una grande tastiera QWERTY con 5 righe. In generale il design è assolutamente minimalistico, al punto che trovare lo slot microSD ci ha richiesto molto tempo (in caso che ve lo chiediate, si trova abbasso a sinistra). Le dimensioni non sono affatto esigue, può essere contenuto facilmente nel palmo della mano.
É possibile confrontare il T-Mobile G1 con moltissimi cellulari attraverso lo strumento per visualizzare le dimensioni.
Attualmente il cellulare si vende in due colori, nero e bronzato (bruno), e sarà disponibile in bianco successivamente nel corso dell’anno. Lo schermo domina nella parte anteriore, e la zona di piccole dimensioni nella parte inferiore contiene i tasti di navigazione e la sfera di controllo. La porzione è leggermente curva e regala al G1 una zona sporgente. Il design è notevole nonostante le piccole dimensioni, che facilitano la scrittura. Lo schermo HVGA (320x480) è invece magnifico. È grande, facile di leggere e i video clip sono davvero grandiosi (e’ possibile riprodurli di nuovo). Si serve della tecnologia come avviene per l’iPhone G1: di conseguenza per usarlo è necessario usare un dito scoperto. Lo schermo è abbastanza sensibile, anche se privo di un Touch e di uno schermo vetrato che non è molto sensibile, come Apple. L’utilizzo non costituisce un problema; richiede circa un secondo per abituarcisi, dopodiché funziona senza problemi. Il tocco veloce non sempre apre i programmi, devi attendere per almeno un secondo: funzione che è stata collocata a proposito ai fini di diminuire eventuali pressioni indesiderate sullo schermo.
In accordo con lo style di Google, i tasti per la navigazione sono molto semplificati. Il dispositivo di puntamento è situato in mezzo (lo stesso avviene nei dispositivi BlackBerry) con tasto triangolato di sopra. In ambedue le parti sono posizionati due tasti rotondi, End (Fine) e Home sulla sinistra, indietro e la rossa End (Fine) a destra. La valutazione sul loro funzionamento è ottima e non è stato registrato nessun problema che possa sorgere a seguito della pressione di questi ultimi.
Nella parte sinistra del telefono sono situati i tasti per il controllo del suono in prossimità della parte superiore, e lo slot micro menzionato precedentemente è nascosto nella parte inferiore. Risulta abbastanza complicato aprirlo al punto che se si hanno le unghie un po’ corte si avranno delle difficoltà durante l’estrazione della scheda. La parte destra dispone invece, di una macchina fotografica situata proprio prima della parte in rilievo in basso. Lo slot mini USB/informazioni/spina cuffie è coperta nella parte interiore del cellulare. La parte anteriore si caratterizza in aggiunta per il minimalismo. La fotocamera da 3.2 megapixel è posizionata accanto al piccolo altoparlante. Le parole “With Google” sono visualizzate a metà e inoltre i loghi di T-Mobile e HTC costituiscono le sole marcature all'interno del telefono.
Lo schermo si muove verso destra, per scoprire la grande tastiera QWERTY. In particolare, essa non solo scivola sorprendentemente ma si muove piuttosto seguendo il movimento di un arco. Non siamo sicuri se questa caratteristica sia di per sé vantaggiosa, non lo abbiamo ancora riscontrato ma ad ogni modo è grandiosa. Si tratta di un movimento forte, ma non esagerato. In generale, le animazioni sono scorrevoli, lo schermo impiega un secondo per cambiare l’orientazione durante l’apertura e chiusura. Il ritardo è inferiore ad un secondo, l’intervallo è addirittura migliore rispetto ad altri ed anche sistemi operativi già in uso, per esempio Windows Mobile.
A dire il vero, nonostante vi siano alcuni elementi di design davvero notevoli, come la parte rilevata abbasso e tastiera sfalsata, il design del G1 non ci ha impressionato in modo particolare. Forse si tratta di una strategia di marketing intenzionale: ad ogni modo, l’importante nell’Android è il sistema operativo, e non l’hardware, anche se sembra banale sottolineare questo punto in un simile dispositivo talmente atteso. Tenendo presente questo, il design è comunque buono e sembra piuttosto che per il HTC la comodità abbia vinto sull’aspetto. Per quanto il Diamond e l'iPhone abbiano spinto i touchscreen all'avanguardia, rinunciare alla tastiera rappresenta ancora oggi un sacrificio che nessuno è disposto ad accettare. L’unico punto verso cui sono dirette le nostre critiche sull'HTC è proprio la mancanza d’uno spinotto; ad ogni modo non si tratta affatto di una sorpresa, dal momento che soltanto l’Touch HD ne dispone. Un altro elemento di fondamentale importanza è il cigolio che caratterizza il cellulare. Non è causato da un difetto o da qualcosa di simile: nel momento in cui ci apprestiamo a premere su quest'ultimo. La forte quantità di plastica presente provoca uno strano cigolio. Riguardo al G1 non abbiamo nessuna osservazione diretta da fare. Si è diffusa la voce che l'ITOUCH ID verrà caricato con Android e rinominato G2, un’idea che a parere nostro è piuttosto buona.
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